il mito (dell’uomo) della caverna

 

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Allora, parliamo di Platone. No, solo due minuti, niente di pesante e poi, guarda caso, Platone era vegetariano.

Insomma lui ha immaginato degli uomini, prigionieri in una caverna buia sin dall’infanzia, obbligati a rivolgere lo sguardo verso le pareti.

Alle loro spalle brucia un fuoco e qualcuno produce, sulle pareti della caverna visibili ai prigionieri, delle ombre dalle forme animali delle più svariate dimensioni. 

Trascorso un periodo di tempo, se uno di loro venisse liberato all’improvviso, innanzitutto rimarrebbe abbagliato dalla luce del sole, poi rifiuterebbe di credere che quella sia davvero la realtà, credendo in fatti che la realtà non sia che quella delle ombre che conosce, in fine, una volta convinto tornerebbe alla caverna per cercare di liberare gli altri uomini ma non verrebbe creduto, ormai “diverso”, rischierebbe persino di venire ucciso.

Insomma, questo è in sostanza il mito della Caverna e, secondo me, è esattamente il modo in cui si vive, soprattutto oggi.

Il nostro modello comportamentale è arcaico, rimasto tale per secoli nonostante le conquiste tecnologiche, scientifiche e persino filosofiche. Però niente, ci adagiamo su schemi conosciuti e ci aggrappiamo a quelli perché ci sembrano i più sicuri.

Siamo una società arcaica piena di gadget (Anche il sistema democratico, ad esempio, è un gadget e c’è chi lo usa bene e chi no). Per il resto viviamo in maniera sostanzialmente triviale.

Ci pensavo poco fa, scorrendo il mio facebook sul cellulare. Sono incappata in una foto di ragazzi che conosco, fieri a tavola di fronte a un enorme vassoio di carne.

Triviale la scena, triviale il messaggio: ‘Guarda come siamo maschi, come siamo forti, che bel pieno di energia’.

Peccato che 1) quell’animale non se l’erano di sicuro procurato cacciando, 2) molto probabilmente non l’avevano nemmeno ucciso e 3) no, la carne non da tutta questa energia.

Sei vegan? ok, una ragazza può anche essere, noi siamo sensibili e poi c’è la sindrome premestruale, ma gli uomini no… è roba da frocetti.

Insomma la gente la mattina quando esce si infila la giacca, prende le chiavi della macchina e non dimentica mai di portare con se la propria clava immaginaria.

Ha ragione Platone, ci siamo infilati in una caverna e abbiamo una paura fottuta del sole.

 

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2 Responses

  1. […] non solo non riuscirai ad immaginartelo ma non crederai nemmeno che esista… (ho già parlato qui  del Mito della Caverna) e do per scontato che il sole sia una splendida metafora dell’essere […]

  2. […] tu non solo non riuscirai ad immaginartelo ma non crederai nemmeno che esista… (ho già parlato qui  del Mito della Caverna) e do per scontato che il sole sia una splendida metafora dell’essere […]

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